• Pablo Ayo

Bob Lazar e l’Area 51

Updated: Oct 2, 2020

Il fisico Bob Lazar avrebbe lavorato nella famosa Area 51 per diverso tempo. Gli venne fornito una sorta di manuale informativo che spiegava parecchie informazioni sui dischi volanti, il loro sistema propulsivo, e sui loro creatori, i Grigi. Secondo il manuale questi verrebbero da Zeta Reticuli (a conferma di quanto detto da Betty Hill), esattamente dal 4° pianeta di quel sole. Benché a 37 anni luce da noi, ai grigi ci vorrebbero solo poche ore per giungere sulla terra con i loro velivoli


















Di Pablo Ayo


Rober Lazar è figlio di un ricco uomo d’affari del Nevada. Compie i suoi studi, ma del famoso dottorato in fisica di cui si vanta non c’è traccia. Lazar incolpa della ‘scomparsa’ delle prove l’intelligence statunitense, ma come hanno fatto notare in molti è strano che Lazar non rammenti neppure un compagno di corso o un docente che potrebbe avvalorare le sue parole. Il ragazzo si diletta comunque in tecnologia, tanto che una rivista, il Los Alamos Monitor nel 1982 lo mette in copertina assieme ad una moto Honda CRX a cui lui aveva inserito un motore jet, definendolo “un Fisico che lavora al Los Alamos Physic Facility”. Parleremo più avanti del suo dottorato in fisica: passa del tempo, e dopo alcuni impieghi Bob, verso il 1988 finisce per lavorare in un laboratorio fotografico assieme ad altro ragazzo, Gene Huff, che condividerà con lui parte delle sue avventure. Annoiato da questo lavoro Bob Lazar manda dei curriculum in giro, e quando qualcuno gli risponde ne fa partecipe con gioia il buon amico Gene, a cui rivela così che si tratta di un lavoro scientifico e che lui era uno scienziato. “Perché non mi hai mai detto di essere uno scienziato?”, gli chiese l’amico, e Lazar rispose che lui non glie l’aveva mai chiesto. Finalmente arriva il dicembre 1988, e Lazar ha l’occasione di fare un colloquio di lavoro per valutare le sue qualità. A rispondere alla sua richiesta di impiego infatti non era stato uno qualsiasi, ma il dr. Edward Teller, padre della bomba ad idrogeno e consulente scientifico di 5 o 6 presidenti USA. Il colloquio non lo ebbe direttamente con lui, ma con altre persone della EG&G (industria energetica industriale statunitense). Tra queste c’era quello che sarebbe poi diventato il suo superiore, tale Dennis Mariani, sulla quarantina, peso e altezza medi, capelli biondi con baffi corti e un atteggiamento molto militare. Passa il colloquio, e con Mariani come scorta Bob Lazar viene spedito su un aereo e mandato direttamente a Groom Lake, nell’Area 51 (Nevada). La sua sezione di lavoro, gestita dalla US Navy, è denominata S-4.



ALL’INTERNO DELL’AREA 51

Lazar viene scortato nella sua stanza, dove appeso ad un muro c’è un poster con un UFO e la scritta: “loro sono qui”. Su un comodino sono presenti diverse istantanee di un ufo in volo di prova. Lazar è giustamente sconcertato. Il giorno dopo in pullman lo portano in un enorme hangar sotterraneo, dove vengono custoditi 9 dischi volanti di tipo diverso. Uno addirittura ha delle bruciature e un foro, come se avessero tentato di forarne lo scafo a cannonate. Le regole sono molto rigide e ci sono guardie armate ovunque. Sembra che qualche tempo prima dei russi che collaboravano al progetto fossero stati mandati via, e ora i soldati USA temevano come ritorsione il rapimento di alcuni loro scienziati. Ad un certo punto fornirono persino gli scienziati di un’arma, e Bob Lazar decise di portare con sè la sua ’44 da casa piuttosto che pagare per quella governativa. Il disco volante su cui e altri scienziati lavorarono era chiamato in ge rgo ‘sport model’, perché aveva un taglio molto aerodinamico ed accattivante.



INIZIANO I GUAI

Dopo un paio di mesi in cui Lazar lavorò sullo sport model, i suoi superiori gli dissero che avrebbero avuto bisogno di lui meno spesso. Le giornate di lavoro alla base divennero sempre più rare e, tra l’una e l’altra, passavano giorni, poi settimane. Lazar percepiva comunque uno stipendio, che però non era dei più esaltanti, anzi, per un lavoro governativo di quel genere lasciava quasi l’amaro in bocca. Dopo qualche mese, verso fine marzo, Bob divenne nervoso per i continui tentennamenti dei suoi superiori, che lo chiamavano sempre di meno. Si confidò con i suoi due migliori amici, Gene e Jeff. Spifferò tutto, anche di aver intravisto con la coda dell’occhio e solo per pochi istanti un Grigio che lavorava a fianco di due tecnici umani a una consolle, poco prima che due MP lo mandassero via. Gli amici erano entusiasti e volevano saperne di più. Lazar sapeva di essere sempre controllato e diffidava delle telefonate e del parlare dove potevano esserci microfoni, si incontravano spesso in luoghi all’aperto, divennero sospettosi. Lazar al momento dell’assunzione fu costretto addirittura a firmare una carta in cui rinunciava ai propri diritti civili pur di lavorare nell’Area 51, cosa di per sé incostituzionale ma possibile se il documento ha la firma del Presidente. Dopo altri giorni senza chiamate, Bob decise di andare con i suoi due amici e la fidanzata in macchina fino all’Area 51 nottetempo. Ci andarono di mercoledì, a notte inoltrata, perché Bob sapeva che era allora che si tenevano i test di volo. Vi si recarono per due mercoledì di seguito e ogni volta videro un disco volante luminosissimo fare evoluzioni incredibili. Il terzo mercoledì però, il 5 aprile 1989, le uniche luci che videro furono quelle delle auto delle guardie armate che li presero, gli fecero una multa doppia per aver superato i limiti di zona militare e li rispedirono a casa. Il giorno dopo Lazar venne chiamato alla base e il suo superiore Dennis Mariani lo rimproverò aspramente, dicendogli che quando gli aveva spiegato che le loro attività erano Top Secret, questo non sottintendeva il portarsi appresso parenti e amici per vedere i test di volo. Gli venne detto che per colpa sua era stato anche rimandato un importante test di volo, che era una persona emotivamente instabile e che, probabilmente, non lo avrebbero richiamato al lavoro per sei mesi o più. Invece, guarda guarda, dopo solo pochi giorni dalla base gli fu ordinato di rientrare subito. A quel punto Lazar era spaventato e rispose che non aveva nessuna intenzione di tornare alla base: temeva fosse un pretesto per farlo fuori con comodo. Anche dopo una seconda telefonata Lazar si rifiutò, fino a quando, dopo qualche giorno, Mariani gli disse che voleva incontrarlo faccia a faccia, a “livello personale”.


Si diedero appuntamento all’Union Plaza Casinò di Las Vegas, la sera di un sabato, dato che quel luogo è sempre pieno di gente e Lazar sa che non oserebbero farlo fuori in pubblico. Con lui andarono i due fidati amici, che si mescolarono col pubblico coprendogli le spalle. Alla fine, con un po’ di ritardo, arrivò Mariani, e si mise a giocare a carte ad un tavolo, fingendo di non riconoscere Lazar. Poco lontano Lazar riconobbe nella folla un altro soldato della base ma in tenuta da civile, che si aggirava tra la gente. Dopo qualche minuto Lazar andò da Mariani, e gli chiese: «Insomma, mi hai chiamato e sono venuto. Allora? Cosa diavolo vuoi? Che cosa significa tutta questa storia?» Nulla, Mariani rimase silenzioso come una tomba. Lazar allora si allontanò di pochi passi e, fingendo di guardare il muro, parlò con i suoi amici dicendogli di stare all’erta. Ma appena si voltarono, dopo appena 15 secondi in tutto, videro che Dennis Mariani era già sparito e così anche l’altro soldato della base. Chiesero anche in giro, ma nessuno li aveva notati. Da quel giorno, Lazar non lo vide mai più. Sapendo di essere perennemente sotto controllo telefonico e che, probabilmente, Mariani era morto e che la loro stessa vita era in pericolo, i tre fecero una mossa azzardata: iniziarono a telefonare a chiunque conoscessero e a parlargli della cosa, diffondendola ai quattro venti e accennando nelle conversazioni ad alcune lettere rivelatorie che avevano consegnato in mano a persone sicure, che le avrebbero custodite. Poco tempo dopo, la storia finì in pasto alla stampa e ben presto Lazar venne invitato come ospite di uno show, durante il quale si presentò con il volto oscurato e dando uno pseudonimo. Qualche tempo dopo, però, riapparve ancora in tv, stavolta col suo nome e a volto scoperto. Esplode il caso Bob Lazar.



LE DESCRIZIONI TECNICHE


Secondo Bob Lazar, il disco volante su cui aveva lavorato era molto spartano: solo tre sedili al centro della cabina e una struttura conica nel mezzo. Le pareti metalliche potevano diventare trasparenti a comando e su un settore della “finestra” così ottenuta apparivano delle frasi in un linguaggio alieno, verosimilmente dei comandi, selezionabili e attivabili con un pulsante. Nella parte inferiore del disco erano alloggiati tre propulsori, la cui parte terminale appariva in basso. Questi tre propulsori si avviavano non appena nella struttura conica sovrastante, che gli era collegata, veniva immessa una piccola quantità di elemento 115. Questo “combustibile” dell’UFO, di forma simile ad una grossa pasticca metallica più grande di una moneta, secondo Lazar sarebbe un metallo super denso che non si trova sulla Terra, in grado di creare un potente campo magnetico naturale. Lo si chiama elemento 115 perché questa sarebbe la sua collocazione nella tavola periodica di Mendeleev, ma viene detto anche Unumpentium. A detta di Lazar, «nel motore alieno avviene questo: l’elemento 115 viene bombardato da protoni, esso si trasforma così in elemento 116 e rilascia una certa quantità di antimateria. Questa viene incanalata in un tubo che la isola dalla materia circostante, con cui potrebbe interagire, e inviata verso una materia gassosa alla fine del tubo. Materia e antimateria collimano, si annichiliscono e dalla reazione nasce una fortissima energia, il cui calore viene trasformato in una enorme quantità di energia elettrica.»


Se davvero tutto questo è successo come ha riferito Lazar (ed è un grosso se), allora il Governo voleva proprio questo: hanno preso un giovanotto ingenuo, gli hanno fatto vedere e sentire quello che volevano e lo hanno mandato via. Perché? Perchè parlasse e diventasse suo malgrado una "gola profonda". Qualcuno voleva che al pubblico giungessero alcune importanti informazioni:


1) Gli Stati Uniti hanno dei dischi volanti.

Questa prima affermazione che il governo ha voluto rilasciare è comprensibile, fa intendere che il governo USA è forte e corazzato anche in caso di attacco da parte aliena.

2) Nell’Area 51, e forse anche altrove, gli Stati Uniti conducono esperimenti particolari.

Gli Stati Uniti avevano un patto con i Grigi, ma si è concluso nel ’79. Un altro colpo da maestri di cabaret: il patto scellerato è concluso. Peccato che per un attimo Lazar abbia visto un Grigio in un hangar, anche se in seguito ha negato ad oltranza questa sua affermazione precedente, quasi spaventato... qualcuno ha forse telefonato per correggerlo?

3) I Grigi provengono da Zeta Reticuli.

Questa affermazione riprende di comodo l’interpretazione dalla mappa stellare fatta vedere ai coniugi Hill negli anni ‘50. A mio giudizio è improbabile che la Hill e la Fish siano riuscite davvero a centrare il bersaglio, la mappa vista dalla Hill poteva rappresentare stelle di un altro universo, per quello che ne sappiamo, e secondo me questa affermazione del manuale di Lazar potrebbe essere un falso completo.

4) I Grigi avrebbero modificato geneticamente l’uomo negli ultimi 10.000 anni.

Si fa comprendere al pubblico che l’uomo nasce da un intervento genetico esterno, anche se probabilmente furono altre razze extraterrestri a compierlo, data la quasi totale assenza di raffigurazioni antiche di divinità scese dal cielo riconducibili ai Grigi. Più probabilmente si trattò degli Annunaki e dei Nephilim di cui parla Sitchin.

5) L’uomo sarebbe un contenitore.

Questa affermazione dei Grigi è confermata da numerose fonti: secondo quanto affermato dalla contattata e ricercatrice Katharina Wilson, un Grigio le avrebbe detto che gli umani «sono solo ricettacoli.» Di cosa? Di quello che ad alcuni Grigi manca: un’anima immortale (anche questo è stato confermato da più addotti).

6) I Grigi hanno creato le religioni.

È probabile che parte dei precetti religiosi furono forniti all’uomo quale regolamentazione sociale e igienico-sanitaria, ma tutte le più antiche forme di rappresentazione iconografica religiosa – dai Sumeri agli Egizi, alle tribù precolombiane – non mostrano quasi mai divinità basse e macrocefale, bensì esseri in genere alti oltre i due metri e mezzo / tre e talvolta zoocefali, il che esclude i Grigi dalla lista delle nostre “divinità ancestrali”.


Insomma, se Bob Lazar fosse stato un grande scienziato affermato e riconosciuto, gli avrebbero creduto tutti, ma dato che si trattava di un ragazzo giovane e senza credenziali, probabilmente fu ritenuto idoneo per diffondere alcune informazioni senza essere creduto dalle alte sfere o dalle personalità scientifiche. Immaginate se a fare certe affermazioni fosse stato Carlo Rubbia o Michio Kaku, invece di Bob Lazar: avrebbero avuto un peso ben diverso. Invece, così i credenti credono e i miscredenti beffeggiano, ma nel frattempo tutti sanno, e l’Area 51 con i suoi dischi volanti sono approdati al cinema e nei videogiochi. Alla faccia del Segreto di Stato.





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